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martedì, 18 dicembre 2007

Nella Valle di Elah
Non so se è perché sono stata molto impegnata o se è perché questo film è stato piuttosto poco pubblicizzato in confronto ai film di natale in questi giorni in uscita (A Roma credo sia possibile ancora vederlo in solo due sale!). Dopo Crash un altro film di Paul Haggis che merita di essere visto. Bravi gli attori, curatissima la sceneggiatura, densi di significato i dialoghi, gli sguardi, i silenzi, i segni …la sensazione è che è stato detto tutto quello che si doveva dire, che è stato svelato quel che c’era da svelare. Nessuna esagerazione che non sia finalizzata al disegno più grande del film, nessuna violenza che non sia finalizzata ancora una volta a mostrare nel mondo la banalità del male, l’inutilità della guerra, la devastazione che essa porta per le strade dei paesi martoriati, per le strade lontane dei paesi occupanti e nei cuori di tutti. E in Iraq, come nelle altre zone del mondo martoriate dalla guerra, si fa fatica a capire chi sia Davide e chi Golia, chi sia l’eroe e chi il mostro, chi il filisteo e chi il giusto…

Postato da: steppe a 00:25 | link | commenti (3)
cinema, guardando al mondo

venerdì, 28 settembre 2007

AUNG

SAN

SUU

KYI

 

nome-poesia

che ritma la marcia

 

migliaia di tonache rosse

migliaia di piedi scalzi

 

migliaia di mani

che stringono mani

 

lo scandalo del coraggio

Postato da: steppe a 00:09 | link | commenti (14)
guardando al mondo

venerdì, 14 settembre 2007

Ancora Mosca e ancora parole...in questa città il cielo è più alto e nella Babele della strada stranamente fioriscono nuove parole. Nel mio silenzio si sono moltiplicate le pagine bianche. Il mio attuale altrove sembra uscito da un romanzo di fine Ottocento, da una Russia prerivoluzionaria. Dalla mia finestra vedo il cielo blu, in lontananza qualche albero, una cupola solitaria che guarda malinconica un palazzone di non so quanti piani con una scia di lucine accese alle finestrelle quadrate, tutte rigorosamente senza tende. La luce del sole è così preziosa che le stanze bramose non sentono ragioni opponendosi a qualsiasi intermediario...Il mio altrove è pieno di libri e di parole, di fotografie, di piccoli oggetti, di penne, ritagli, scatole vuote, pile di fogli, scontrini e biglietti dell'autobus, di Roma, di Mosca, di Varsavia. Il mio altrove è pieno della memoria di qualcun altro: c'è un orologio fermo che mi guarda, dei fiori secchi, un volto sbiadito. E poi ci sono io, l'estranea, le mie pochette colorate, i miei libri che parlano italiano, pacchetti di regali ancora da consegnare, una valigia che si ostina a non essere disfatta...Ancora Mosca e ancora parole, quelle sospese nell'anima, quelle dei libri accatastati intorno a me, quelle che ancora devo cercare, quelle che ancora non posso e non riesco a dire...
 

Postato da: steppe a 19:30 | link | commenti (4)
memoria, appunti di viaggio, russia, mosca, identità

lunedì, 10 settembre 2007

“Anch’io sento il bisogno di rileggere i libri che ho già letto – dice un terzo lettore – ma a ogni rilettura mi sembra di leggere per la prima volta un libro nuovo. Sarò io che continuo a cambiare e vedo nuove cose di cui prima non m’ero accorto? Oppure la lettura è una costruzione che prende forma mettendo insieme un gran numero di variabili e non può ripetersi due volte secondo lo stesso disegno? Ogni volta che cerco di rivivere l’emozione d’una lettura precedente, ricavo impressione diverse e inattese, e non ritrovo quelle di prima”

 

Tra le variabili, una domenica di sole di fine estate, il rumore del mare, le voci dei bambini in lontananza, il sole che riscalda la pelle, tu e il tuo libro.

Tra le variabili parole già lette un tempo e dimenticate e ora ritrovate…

A Mosca ho parlato molto di Calvino in particolare di Se una notte d’inverno un viaggiatore e mi sono resa conto di non ricordarmi più nulla della trama, anzi, delle trame. In me era rimasto soltanto l’incanto della parola di Calvino, le sue immagini, l’“odore” dell’attesa delle pagine a venire, quello dell’incontro con la propria lettura….

 

Un Libro Da Rileggere In Un Caldo Giorno Di Settembre Ancora Vestito D’Estate….

Postato da: steppe a 20:24 | link | commenti (4)

mercoledì, 05 settembre 2007

“In fondo cosa mi manca, ho il sole, il cibo, un morbido giaciglio, una coinquilina silenziosa che sonnecchia tutto il giorno…sì ogni tanto fa caldo, allora mi rifugio all’ombra e mi godo la frescura delle mattonelle in cotto. Insomma, nella mia nuova casa non si sta poi così male. Di tanto in tanto durante la giornata si affaccia una tipa, deve essere la mia vicina. Io me ne sto appisolata al sole e lei si mette a chiamarmi. La mia prima reazione è di fastidio: passino i piccioni e pure il tram, ma questa qui che diamine vuole da me? Non vede che me la ronfo in pace? Perché mi distoglie dai miei pensieri e dai miei sogni? I primi tempi la trovavo spaventosa: si avvicinava con quel suo passo pesante e via a chiamarmi una, due, un mucchio di volte….mica sono sorda! Ma poi… devo dire che i suoi versi strani, i suoi gridolini acuti, hanno cominciato a piacermi…lei mi sorride e io non posso a fare a meno di  strizzare gli occhi e di continuare ad ascoltarla…anzi quando non passa a disturbarmi mi assale una certa nostalgia...Ogni tanto, quando ha un po’ di tempo, si mette a giocare, guarda un pò questi adulti: una pallina di carta, un rocchetto, uno spago. Io la guardo con indifferenza, faccio finta di niente mentre lei cerca in tutti i modi di catturare la mia attenzione…anzi a volte mi allontano ma, appena, lei volta l’angolo mi diverto a modo mio, mica come fa lei, che modi strani di giocare che ha.

Altre volte entra mi saluta e poi saluta la mia inquilina, si avvicina, la tocca – brr mi fa così senso – e lei….si lascia toccare! Prima le orecchie, poi il collo, la schiena! Se ne sta lì con gli occhi socchiusi tutta presa da uno strano stato di beatitudine. Esagerata! Ma io dico un po’ di dignità, che ti fai toccare da questa che è pure senza coda!  Che animale mai può essere! Sicuramente un tipo sospetto visto che appena si mette a blandirla con quelle strane carezze, la mia inquilina comincia a fare un rumore strano come se avesse fame, altro che tram! Una vecchia macchina brontolona….pare che questa malattia si chiami fare le fusa, io, mica me la sono presa, anche se ho rischiato e  non una volta sola! Ogni tanto quando questa nostra vicina s’accosta a me e mi parla  con la sua voce buffa, un qualche brontolìo lo comincio a sentire anch’io ed è strano perché magari ho appena mangiato e non riesco a capire da dove venga fuori… e poi è come se mi perdessi e per un momento dimenticassi tutto mentre le sue parole – incomprensibili - mi  accarezzano la punta delle orecchie….”

 

Nessun pessimo esperimento di straniamento, nessuna pretesa formalista nessun cavallo tolstoiano, solo un pensiero per tutti quei gatti abbandonati che non hanno provato ancora il sommo piacere di una carezza, la resa totale a chi ha deciso di prendersi cura di loro, a quei gatti che non fanno le fusa e che non si fidano (più!!!) di nessuno! Alla loro nuova vita insieme a tutti quegli squilibrati che s’inventano nuove voci e nuovi giochi e nuovi gesti e che aspettano pazientemente una carezza dal loro nuovo amico a quattro zampe!

 

Postato da: steppe a 15:52 | link | commenti (2)
compagni di viaggio

venerdì, 31 agosto 2007

Ritorno

 

Oltre la frontiera

              Oltre le parole

 

                                   Tre ore di nuvole

                                          Due tramonti in tasca

                                                                                  

                                                                       Ed è già nostalgia…

Postato da: steppe a 17:35 | link | commenti (7)
appunti di viaggio, addii, passi, mosca

mercoledì, 22 agosto 2007

Kolomenskoe

  

Brillano le stelle a mezzogiorno

Fari luminosi le croci

Nel blu del cielo di Kazan’

Brillano cortecce argentate

Si affollano le betulle

Tra abeti sottili

Brillano gli occhi grigi

Su lunghe panchine

I ricordi si sussurrano storie

Di giovani nonne i sorrisi

Di mani intrecciate i sentieri

Di lacrime e versi

Di vite spezzate

Di gioie svanite

Memoria di un giorno d’estate

Intorno il presente sussurra

Scie di colori i profumi dei fiori

Pattini su reticoli di luce

Gelati che sciolgono i viali

Biciclette che pestano i sentieri

Rauco il rombo del battello

Corteggia la cupola bianca

Giacciono gli amanti sull’erba

Guizza il pesce solitario

Grattacieli in lontananza

Di Mosca fievole l’eco

I bimbi baciati di sole

Cantano l’estate nel fiume

 

 

 

 

 

Postato da: steppe a 08:24 | link | commenti (4)

martedì, 17 luglio 2007

Mosca h. 23.30

Un ultimo grido d’azzurro sovrasta la cupola all’orizzonte. 
Timide ancora le finestre accese.
L’agave cerca invano la luce.

L’imbrunire.

 

Postato da: steppe a 20:37 | link | commenti (1)

martedì, 23 gennaio 2007

 2 3 G E NN A I O 2 0 0 7
ROMA-PALLALOTTOMATICA-CONCERTO DI ELISA

G R A Z I E !

GRAZIE PER LA CAREZZA DI PAROLE E SUONI
GRAZIE PER LA VOCE CHE PENETRA OGNI BARRIERA
GRAZIE PER QUESTA NOTTE DI EMOZIONI

UNO DEI MIGLIORI CONCERTI CHE ABBIA MAI VISTO
BASTAVA CHIUDERE GLI OCCHI PER SFIORARE LA PROPRIA ANIMA

GRAZIE ELISA…

DANCING
Time is gonna take my mind
and carry it far away where I can fly
The depth of life will dim the temptation to live for you
If I were to be alone silence would rock my tears
'cause it's all about love and I know better
How life is a waving feather

So I put my arms around you around you
And I know that I'll be living soon

My eyes are on you they're on you
And you see that I can't stop shaking
No, I won't step back but I'll look down to hide from your eyes
'cause what I feel is so sweet and I'm scared that even my own breath
Oh could burst it if it were a bubble
And I'd better dream if I have to struggle

So I put my arms around you around you
And I hope that I will do no wrong
My eyes are on you they're on you
And I hope that you won't hurt me

I'm dancing in the room as if I was in the woods with you
No need for anything but music
Music's the reason why I know time still exists
Time still exists
Time still exists

So I put my arms around you around you
And I hope that I will do no wrong
My eyes are on you they're on you
And I hope that you won't hurt me
So I put my arms around you around you
And I hope that I will do no wrong
My eyes are on you they're on you
And I hope that you won't hurt me

Postato da: steppe a 23:53 | link | commenti (9)
parole, note

venerdì, 05 gennaio 2007

Abbandono
Dolore
Lutto

Prendi da questo viaggio agli inferi tutta la forza
Ritrova nell’oscurità te stesso
Quando sarà il momento vedrai una luce
Che riconduce a casa….
Quando finalmente avrai saputo guardare alle cicatrici
Quando l’assenza di un altro non annullerà la tua presenza

Prendi tutti i ritagli di tempo
Prendi le foto, i biglietti, prendi i frammenti
Prendi i ricordi, prendi i tuoi io-passati

Allora sarà malinconia,
ma sarà anche tenerezza e calore
Allora capirai che hai perduto qualcosa
Ma che ne è valsa la pena

Vivere
Darsi
Accogliere

Com’è bello sapere di essere stati amati!
Com’è bello sapere di essere capaci di amare!

Un giorno, ricordando un volto, un sorriso,
Un giorno sarà ancora “noi” ma in forma diversa
Sarà un incontro della vita,
Un’avventura con un compagno di viaggio speciale
che non c’è più ma che ci sarà sempre

Il dolore insegna anche questo privilegio della memoria
Ed è un peccato chiudersi nel cerchio magico di un dannato presente
Peccato stracciare il vissuto
Peccato non crescere
E vivere fra i fantasmi di ciò che si era …







Postato da: steppe a 16:12 | link | commenti